European Week Regions and Cities 2017, nuove opportunità di comunicazione

Bruxelles. #EURegionsWeek 2017 è stata un successo? I dati lo confermerebbero: 150  gli eventi che hanno coinvolto più di 5.500 partecipanti. Diversi i temi, tra loro trasversali, degli incontri: dall’analisi di quale sia la situazione attuale della coesione fra le Regioni alla valutazione di quale potranno essere  le strade da seguire per eliminare le disparità tra loro ancora esistenti. Una prima, fondamentale, via è stata anche indicata con il lancio della #CohesionAlliance, (alla quale si può aderire individualmente) che traccerà la strategia per il dopo “2020”.

Ma quale è stato l’eco mediatico di questa EuroWeek? Nel portale ufficiale dell’evento si legge che poco meno della metà dei partecipanti ha usato l’App dedicata, che l’hashtag ufficiale è stato twittato 9.000 volte e che 12.000 persone hanno votato online i progetti partecipanti al RegioStars award. Quanti hanno seguito lo streaming live su Facebook?  3.600 persone hanno guardato la cerimonia di apertura, 9.000 quella (con spettacolo di danza e talk show) riservata alla premiazione dei vincitori del RegioStars award.

Se devo essere sincero, non mi sembrano grandi numeri se paragonati agli oltre 500 milioni della popolazione europea…

In effetti, in tutti gli appuntamenti in programma all’European Week Regions and Cities 2017 è uscita dagli stessi relatori, ad alta voce, una forte autocritica: le istituzioni europee, nessuna esclusa, comunicano male. Sembrano chiuse in se stesse e sembrano parlarsi solo tra di loro, lasciando ai cittadini una difficoltà d’approccio che porta (o ha portato) alla disaffezione verso l’Unione.

Cos’è che non funziona? Eppure quotidianamente, non solo da Bruxelles, viene prodotta una quantità impressionante di documenti cartacei, digitali e video. Se scorrete velocemente il Social Wall del sito di Eurogiornalisti, troverete che ogni 30 minuti dai vari profili Twitter riconducibili alle istituzioni europee sono pubblicati link a documenti su tutti i temi possibili: finanza pubblica, bandi per sovvenzioni a privati, aggiornamento sulle normative comunitarie, indagini statistiche.

Queste ultime, poi, sono liberamente consultabili dal sito di Eurostat: fonte inesauribile per qualsiasi giornalista, anche di cronaca locale, che desideri indagare tra i principali indici. C’è addirittura una App, My Region, che permette di avere con sé i principali dati a livello NUTS 2 (Nomenclature des Unites Territoriales Statistiques, vale a dire 273 regioni), EU 28 (Stati membri), EFTA (gli Stati dell’European Free Trade Association) e Candidate countries (gli Stati in procinto di entrare in Europa).

Eppure…

Per misurare se effettivamente ci sia un problema di comunicazione, ho voluto aspettare qualche giorno dal termine dell’appuntamento di Bruxelles. Ho provato poi  a cercare sui motori di ricerca sia in italiano sia in inglese dei report sull’evento. Ebbene, sulle prime quattro pagine di Google appaiono quasi tutte le anteprime ad opera di siti istituzionali. Pochi i report reali, quasi tutti ad opera di siti regionali, che portano l’attenzione sulle dichiarazioni del politico di riferimento. Mancano gli approfondimenti e sono assenti articoli sui progetti vincitori di RegioStars che seppure proposti da un altro Stato dell’unione potrebbero offrire, in qualità di benchmark, qualche spunto, ad esempio, nel nostro Paese.

Quali le cause? Siamo noi lontani o lo è l’Europa? Forse dobbiamo scrollarci la pigrizia di lasciare che le informazioni rimangano ferme all’interno dei portali istituzionali, anche se lo spazio editoriale a disposizione è “risicato”.

La comunicazione è un problema? Bene, diventi un’opportunità per rinforzare l’Unione. Un piccolo contributo verrà anche da parte di Eurogiornalisti. Nel corso dei prossimi giorni, infatti, vi proporremo degli approfondimenti prendendo spunto dalle “note” già con voi condivise “live” dalla nostra pagina Facebook.

Conferenza stampa di presentazione del settimo Cohesion Report e della quindicesima edizione di European Weeks Regions and Cities (Photo Eurogiornalisti)